Gruppo Speleologico Monfalconese A.D.Fante
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LA NOSTRA STORIA

Il Gruppo Speleologico Monfalconese si costituì il 25 aprile del 1948 in seno all’Associazione Nazionale del Fante.
I fondatori furono Giovanni Spangar (fante), Giuseppe Vicenzini (alpino), Giovanni Vicenzini (alpino), Antonio Battilana (fante), Remigio Ellero (alpino), Elio Polacco (alpino), Giovanni Grigio (fante), Francesco Tommasia (fante), Rodolfo Cella (alpino), Francesco Defent (fante).
speleo002La nascita avvenne (come le qualifiche dei soci fondatori lo dimostrano) non per fini sportivi o esplorativi, ma per cause umanitarie, recuperando dal fondo delle "foibe", profondi pozzi naturali molto frequenti nelle zone calcaree della regione, i resti di soldati e civili colà gettati in molti casi ancora vivi. Fino al 1955 furono recuperati,esplorando complessivamente 380 foibe, oltre 2000 corpi fra infoibati e sepolti nelle fosse comuni.
Un’attività parallela di carattere patriottico degli speleologi del Gruppo fu la risistemazione di numerosi cippi commemorativi di eroi caduti durante la grande guerra. Furono ricostruiti i cippi dedicati al Magg. G. Randaccio; al Bersagliere F. Rismondo; ai caduti della III Armata, il cippo M. Cova e ai caduti del 65° e 66° rgt. Fanteria; ai caduti Austro-Ungarici. Nel complesso furono risistemati 46 monumenti.
Nel 1951, il Gruppo Speleologico si distinse anche nel soccorso agli alluvionati del Polesine nel paese di Cavarzere.
La vita del gruppo si sviluppò negli anni con l'adesione di molti altri neofiti, i quali si dedicavano all'esplorazione sistematica delle grotte, dapprima come sport e successivamente come lavoro di osservazione, ricerca e analisi. In seguito la nostra speleologia si arricchì di persone con base più scientifica, come laureati in Scienze Naturali e nei diversi campi delle Scienze della Terra, i quali impressero un nuovo indirizzo alle ricerche, promuovendo studi sulla situazione geologica e idrologica del Carso Monfalconese. L'esigenza di raccogliere e divulgare il consistente patrimonio scientifico provocò la nascita di "NATURA NASCOSTA" (1974), organo ufficiale dell'associazione. speleo001
Anche le zone di studio e ricerca, si allargarono, non più solamente al Carso, ma anche alle restanti parti del Friuli, in Puglia ,Toscana, ed oltre confine, Slovenia, Croazia, Cecoslovacchia, Austria. Per la conoscenza di questi territori alcuni soci del gruppo cominciarono a raccogliere rocce contenenti reperti fossili che divennero, con il passare degli anni, numericamente consistenti e preziosi. Si concretizzò allora l'idea di creare una mostra permanente per esporre al pubblico tali reperti. A tale scopo fu individuata la Rocca, una piccola fortezza in stato di completo abbandono, posta sulla sommità del colle che domina la città di Monfalcone, e che l'Amministrazione Comunale cittadina ci concesse in uso. Ripulita e risistemata anche con il lavoro dei soci del Gruppo, si iniziò l'allestimento nel 1968. L'inaugurazione della mostra paleontologica avvenne nel 1970, con l’apertura gratuita al pubblico tutti i giorni festivi e con gestione volontaristica da parte dei soci del Gruppo.
Nel 1976 il Gruppo partecipò, come Associazione di Volontariato, ai primissimi soccorsi nel terremoto del Friuli, operando principalmente a Forgaria e Gemona.
Nel 1986 l'Amministrazione Comunale, costantemente interessata al museo e alle cure della Rocca stessa, mise a disposizione del Gruppo Speleologico parte di un edificio di sua proprietà, permettendo così al Gruppo di avere una sede decorosa, con sala riunioni, magazzini, laboratori di estrazione e pulizia dei reperti fossili e di un ulteriore sala per le sezioni sottili. Nel 1986 il Museo della Rocca venne chiuso per il restauro delle vetrine espositive e riaperto nel 1987 secondo nuovi criteri espositivi, sempre di carattere paleontologico, elaborati e realizzati unicamente dai soci del Gruppo. Il 28 marzo 2009 viene inaugurata una nuova esposizione permanente a carattere speleologico.
L'11 luglio 1988 il Gruppo uscì dall'Associazione Nazionale del Fante, cambiò lo statuto e, il 12 gennaio 1990 anche la sua denominazione da “Gruppo Speleologico Monfalconese dell'Associazione Nazionale del Fante " a “Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante"
Dall'84 ad oggi, nell’ambito dei suoi programmi di divulgazione scientifica, alcune persone si occupano sistematicamente anche di interventi didattici nelle scuole con lezioni di geologia, geografia locale, paleontologia, paletnologia e speleologia con il supporto di documentari appositamente allestiti ed escursioni in siti di particolare interesse.
Attualmente il gruppo è in contatto con diversi Istituti Universitari, ed altre entità museali per ricerche, scavi paleontologici, studi geologici e paleontologici. Il lavoro viene gratuitamente svolto dai soci della associazione.
Ulteriore attività del Gruppo è, dall’anno 2000, il rilevamento e l’accatastamento di opere ipogee (grotte) usate durante la prima guerra mondiale e opportunamente attrezzate agli usi bellici, nonché il rilevamento di tutte le trincee del Carso monfalconese.

Il Gruppo è anche concessionario di un’area del “Parco tematico della Grande Guerra.”

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